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Inquinamento elettromagnetico artificiale |
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Il campo elettromagnetico non può essere percepito sensorialmente Talvolta l'aspetto sanitario è chiamato in causa per rafforzare una avversione ad una sorgente di campi elettromagnetici (radar, elettrodotti, impianti per telecomunicazioni) innescata inizialmente ad altri fattori (tutela del paesaggio o altro). Istituzioni attive in Italia In tutti i Paesi industrializzati sono all'opera gruppi di ricerca e sono stati istituti organi di sorveglianza con lo scopo di approfondire la conoscenza sulla pericolosità dei CEM e tutelare la popolazione dalle esposizioni potenzialmente nocive. In Italia, specialisti operano in vari organismi pubblici: sedi universitarie (dipartimenti di fisica, ingegneria e medicina), enti pubblici di ricerca (CNR, ENEA), Istituto Superiore di Sanità (ISS), Istituto Superiore per la Prevenzione E la Sicurezza del Lavoro (ISPESL), Agenzie Nazionale e Regionali per la Protezione dell'Ambiente (ANPA, ARPA), servizi ospedalieri di fisica sanitaria e servizi di base (igiene pubblica, medicina del lavoro) di alcune Aziende Sanitarie Locali. L'attività delle istituzioni che operano nel campo della protezionistica dei CEM copre un ampio ventaglio di settori: sviluppo di strumentazione, di procedure di misura e calibrazione, di codici di calcolo per valutazioni teoriche; sorveglianza fisica (esecuzione di campagne di misura) sul territorio e nelle aziende; studio dei modelli dosimetrici; analisi ed elaborazione di standard di esposizione; sviluppo e messa in opera di tecniche di risanamento; ideazione ed applicazione di metodologie per la sorveglianza sanitaria; formazione professionale a vari gradi e livelli. Tipologia delle più comuni sorgenti di CEM nell'ambiente Allo stato attuale, le applicazioni dei CEM e le altre tecnologie che comunque portano a disperdere CEM nell'ambiente investono numerosissimi settori della società, per cui l'elenco che segue sarà necessariamente sommario e forse incompleto. Ambito industriale e medico: riscaldamento a bassa frequenza per induzione magnetica; trattamento dei metalli; riscaldamento a radiofrequenza per perdite dielettriche:
riscaldamento a microonde:
altre applicazioni (non termiche):
Ambito domestico e di ufficio:
Ambiente esterno:
Interazione, effetto, danno Quando un organismo biologico (per esempio un individuo) si trova immerso in un campo elettromagnetico, ha inevitabilmente luogo una interazione tra le forze del campo e le cariche e le correnti elettriche presenti nei tessuti dell'organismo. Come conseguenza dell'interazione, all'interno dell'organismo vengono indotte grandezze fisiche (campo elettrico, campo magnetico, densità di corrente) legate alla intensità ed alla frequenza dei campi, alle caratteristiche dell'organismo ed alle modalità di esposizione. Proprietà fisiche ed effetti sui sistemi biologici Le sorgenti naturali e artificiali generano energia elettromagnetica sotto forma di onde elettromagnetiche. Queste onde consistono di campi elettrici e magnetici oscillanti che interagiscono in vari modi con i sistemi biologici, come cellule, piante, animali o l'uomo.Le onde elettromagnetiche possono essere caratterizzate attraverso la loro lunghezza d'onda, la loro frequenza o la loro energia. I tre parametri sono legati tra loro. Ognuno influenza l'effetto che il campo può avere su un sistema biologico. Un'onda elettromagnetica consiste di piccolissimi pacchetti di energia chiamati fotoni. L'energia di ogni pacchetto, o fotone, è direttamente proporzionale alla frequenza dell'onda: più alta è la frequenza, maggiore è la quantità di energia di ogni fotone. Il modo in cui le onde elettromagnetiche influenzano i sistemi biologici è determinato in parte dall'intensità del campo ed in parte dalla quantità di energia di ogni fotone. Le onde elettromagnetiche di bassa frequenza sono indicate come "campi elettromagnetici" e quelle a frequenza molto alta come "radiazioni elettromagnetiche". Secondo la loro frequenza ed energia, le onde elettromagnetiche possono essere classificate come "radiazioni ionizzanti" o "radiazioni non ionizzanti" (NIR). Le NIR, anche di alta intensità, non possono provocare la ionizzazione in un sistema biologico. Si è tuttavia dimostrato che le NIR producono altri effetti biologici, per esempio riscaldando i tessuti, alterando reazioni chimiche o inducendo correnti elettriche nei tessuti e nelle cellule. Le radiazioni ionizzanti sono onde elettromagnetiche di frequenza estremamente alta (raggi X e raggi gamma), che possiedono un'energia fotonica sufficiente per produrre la ionizzazione (cioè per creare atomi o parti di molecole elettricamente carichi positivamente e negativamente), rompendo i legami atomici che tengono unite le molecole nelle cellule. Radiazioni non ionizzanti (NIR) è un termine generale per quella parte dello spettro elettromagnetico in cui l'energia fotonica è troppo bassa per rompere i legami atomici. Le NIR comprendono la radiazione ultravioletta (UV), la luce visibile, la radiazione infrarossa, i campi a radiofrequenze e microonde, i campi a frequenza estremamente bassa (ELF) ed i campi elettrici e magnetici statici. Le onde elettromagnetiche possono produrre effetti biologici che possono portare ad effetti di danno alla salute. E' importante comprendere la differenza tra i due effetti. Un effetto biologico si verifica quando l'esposizione alle onde elettromagnetiche provoca qualche variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema biologico. Un effetto di danno alla salute si verifica quando l'effetto biologico è al di fuori dell'intervallo in cui l'organismo può normalmente compensarlo, e ciò porta a qualche condizione di detrimento della salute. Il Progetto Internazionale CEM dell'Organizzazione Mondiale della Sanità vuole dare risposte alle preoccupazioni che sono sorte per l'esposizione a campi a radiofrequenza (RF) e a microonde, a campi a frequenza estremamente bassa (ELF) e a campi elettrici e magnetici statici. Questi campi elettromagnetici sono in grado di produrre effetti biologici differenti, che possono comportare conseguenze sanitarie. E' noto che i campi a radiofrequenza (RF) producono riscaldamento e inducono correnti elettriche. I campi RF a frequenze al di sopra di circa 1 MHz provocano soprattutto riscaldamento, facendo muovere ioni e molecole d'acqua entro il mezzo in cui questi si trovano. Anche bassi livelli di energia RF producono una piccola quantità di calore, ma questo è smaltito dai normali processi di termoregolazione del corpo senza che la persona se ne renda conto. Un certo numero di studi condotti a queste frequenze suggerisce che l'esposizione a campi RF troppo deboli per causare il riscaldamento possano avere conseguenze negative sulla salute, compreso il cancro e la perdita della memoria. Identificare ed incoraggiare ricerche coordinate su questi temi aperti è uno degli obiettivi principali del Progetto Internazionale. I campi RF di frequenze al di sotto di circa 1 MHz inducono soprattutto cariche e correnti elettriche, che possono stimolare le cellule di tessuti come nervi e muscoli. Delle correnti elettriche esistono già all'interno del corpo, come fattore normale delle reazioni chimiche che fanno parte della vita. Se i campi RF inducono correnti che superano in misura significativa il livello di fondo nel corpo, vi è la possibilità di conseguenze negative per la salute.
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