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Radon e radiazioni ionizzanti

 

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PREVENZIONE

Prima di costruire un edificio, bisogna tener conto del rischio legato al radon. Le regole principali possono essere nazionali, regionali o locali. Devono essere fatte rispettare.
Per vecchie case, si può prendere un insieme di misure correttiva di varia semplicità e costo, in dipendenza della concentrazione di radon in una particolare casa
.
Le concentrazioni di radon che devono essere raggiunte tramite misure correttive o preventive possono differire, secondo se un edificio esiste già o è in fase di progetto. Ci sono "valori raccomandati", "valori guida" o "livelli d'azione", che variano da un Paese all'altro.

METODI DI INDAGINE

Il monitoraggio in ambienti confinati o esterni del RADON si effettua con l'ausilio di un dispositivo specifico per questo gas. Tale dispositivo portatile puo' essere facilmente installato negli ambienti da monitorare e registra il valore instantaneo o nel tempo della concentrazione.
Chiunque abiti in una zona presumibilmente a rischio dovrebbe effettuare una verifica della concentrazione di Radon nell'ambiente domestico.

COME SI MISURA IL RADON

Oggi e' possi bile pero' risalire alla presenza di Radon principalmente con due tipi di dispositivi:
1) Rivelatori Passivi
2) Rivelatori Attivi.
Per Rivelatori Passivi si intendono pellicole sensibili alla radiazione Alfa che si perforano quando colpite dalla radiazione. Il numero dei fori presenti sulla pellicola in funzione della superficie esposta e del periodo di esposizione forniscono una buona indicazione della concentrazione di Radon nell' ambiente.
Tali rilevatori se esposti per non meno di un mese forniscono ottime indicazioni ad un prezzo accessibile a tutti .
I Rilevatori attivi sono costituiti da dispositivi elettronici in grado di rilevare la presenza di Radon negli ambienti in continuo. I risultati sono piu' attendibili ma il costo per l' analisi e' piu‘ elevato; essi vanno usati per determinazioni accurate in genere laddove i rivelatori passivi hanno individuato concentrazioni preoccupanti di Radon.

RILEVATORI DI GAS RADON: RADON ALPHA (fonte: www.radon.it)

I dosimetri Radon RadonAlpha sono misuratori di tracce alfa che registrano il contenuto di radioattivita' alfa presente in
locali, stanze, ambienti, pozzi e costruzioni di ogni genere.
Essi sono basati su pellicola Kodak LR-115 SSNT (Solid State Nuclear Track).
I rilevatori RadonAlpha sono definiti passivi, in quanto non hanno bisogno di essere alimentati elettricamente.
Il dosimetro va restituito per l'analisi al laboratorio Kodak tramite il laboratorio locale. Le pellicole Dosi-Film contenute nei Radonalpha vengono analizzate presso il laboratorio Europeo di Lognes che assicura i piu’ alti standard di misura oggi disponibili nel mondo.
L'esposizione puo' variare da dieci giorni ad un anno in funzione delle specifiche richieste dal rilievo.
Il rilevatore e' semplice da usare; la registrazione di radioattivita' alfa inizia non appena si apre il box e si arresta completamente quando il box e' chiuso.
 

 

     

 

A - Aprire il dosimetro sollevando leggermente la linguetta

anteriore e ripiegare il dorso come in figura 1.
Inserire il dorso nella linguetta anteriore come in fig. 2.
L'esposizione al Radon inizia non appena il coperchio / dorso
viene aperto e termina appena chiuso.
Se necessario il Radonalpha puo’ essere sospeso utilizzando i
cartoncini di esposizione o anche esposto con nastro biadesivo
sotto una scrivania o sullo stipite di una porta (fig. 3).
B - Annotare sulla prima riga dell'etichetta posta sulla parte
interna del coperchio / dorso la data di inizio dell'esposizione
(giorno/mese/anno)
C - Lasciare il dosimetro aperto per il periodo di monitoraggio,
solitamente da 30 a 90 gg. Non posizionarlo mai alla luce diretta
del sole o sopra un calorifero..
D - Al termine del periodo di esposizione annotare la data di
termine dell'esposizione sulla seconda riga dell'etichetta posta
sulla parte interna del coperchio/ dorso (giorno/mese/anno)
E - Barrare uno o più caselle da 1 a 10 come codice di
riferimento. Tale numero non e' indispensabile al test ma sarà
riportato sul certificato di analisi.
F - richiudere il dosimetro seguendo al contrario le operazioni
per l’apertura e utilizzare l’elastico o lo scotch per fissarlo.
G – Restituite il dosimetro via posta utilizzando il servizio
postale.
Dopo ciascuna spedizione verrà prodotta una certificazione
entro il termine di circa 20 gg. Il certificato riporterà le seguenti
indicazioni:
Numero di identificazione del dosimetro;
Data di esposizione e durata;
Esposizione Totale e Media della concentrazione di Radon;
Codice da 1 a 10 assegnato al punto E.

SISTEMA DI MISURAZIONE E-PERM(fonte: www.miam.it)

Il sistema E-Perm è un sistema integrato per misure di radon. Si basa sull'uso di un voltmetro digitale per misurare la variazione di potenziale indotta su un elettrete dalla raccolta degli ioni prodotti dalle radiazioni. L'elettrete è un disco di Teflon che mantiene un potenziale elettrostatico stabile. Quando l'elettrete è posto in una camera contenente un certo volume di aria, raccoglie gli ioni prodotti dal decadimento del radon e il potenziale elettrostatico si riduce in modo proporzionale alla radioattività presente nella camera.

Misurando la perdita di potenziale durante un certo intervallo di tempo e utilizzando appropriati fattori di calibrazione si determina la concentrazione media di radon nella camera e quindi nell'ambiente. Il risultato è immediato, preciso e indipendente da fattori ambientali quali temperatura e umidità.

 

 

STRATEGIE DI MITIGAZIONE DELLA CONCENTRAZIONE DI RADON (fonte: www.radon.it)

PER AFFRONTARE IL PROBLEMA RADON BISOGNA INNANZI TUTTO DIFFERENZIARE GLI INTERVENTI DA ESEGUIRSI SU COSTRUZIONE ESISTENTE O SU EDIFICI IN FASE DI PROGETTAZIONE.

Nel primo caso gli accorgimenti saranno limitati, per non arrecare eccessivi danni all' abitazione, mentre per gli edifici in fase progettuale è possibile mettere in atto le tecniche più adeguate che incideranno in maniera irrisoria sul costo finale dell'opera.
Le tecniche d'intervento che permettono la fuoriuscita del gas radon dalle abitazioni si suddividono essenzialmente in tecniche attive e tecniche passive.
Queste ultime, dove possibile, sono da preferirsi perché più semplici e meno onerose .

VENTILAZIONE

La ventilazione naturale ( tecnica passiva ): è un accorgimento che diminuisce la concentrazione del gas, permettendo così una diluizione del radon . L'apertura di finestre e porte è un espediente efficace negli insediamenti urbani e rurali ma solo quando il clima consente una continua ventilazione. La ventilazione forzata ( tecnica attiva) : è un artificio che permette la fuoriuscita del gas in maniera razionale evitando , nelle stagioni più fredde, un eccessivo dispendio termico.

Un calcolo accurato permette di convogliare all'esterno un volume d'aria ben noto che può variare secondo la concentrazione permettendo un ricircolo misurato , grazie ad un estrattore che può essere installato sul sistema centrale d'aria calda forzata e sulle valvole di regolazione della bocchetta d'immissione che può essere applicato direttamente sulle porte e sulle finestre. La ventilazione forzata può essere adottata in tutti gli edifici, come la ventilazione naturale, adottata in tutti gli edifici senza particolari accorgimenti tecnici o costosi interventi d'altro tipo.

COSA FARE

E' importante considerare il rapporto edificio-suolo; se il terreno costituisce la fonte primaria di radon o se l'ingresso del gas avviene secondo un diverso meccanismo. A seconda del tipo di fondazione dell'edificio e delle tipologie costruttive annesse, si possono ipotizzare diversi tipi d'intervento. E' sempre comunque necessario che un Tecnico individui la soluzione piu' appropriata alla situazione locale.

a) Depressurizzazione del vespaio (tecnica attiva)

La diversa concentrazione del radon nelle abitazioni può dipendere anche dalla differenza di pressione tra il suolo e gli ambienti stessi e,in questo caso , è possibile diminuire la quantità di radon in ingresso modificando le condizioni di pressione. Un opportuno drenaggio costituito da pietrame permette la captazione del gas, mentre il suo allontanamento è affidato a condotti d'aspirazione forzata. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

b) La suzione del sottosuolo (tecnica attiva)

In alcuni edifici si provvede al drenaggio al fine di allontanare le acque dal terreno e quando questa tubazione ( perforata ) forma un anello continuo , è possibile sfruttarla per far allontanare il radon. Applicando un estrattore al pozzetto di raccolta posto lontano dall'abitazione, si crea una depressione che permette l'estrazione del gas : si ottiene in taluni casi una riduzione del 98% .

 

 

 

 

 

 

 

c) La tecnica della parete ventilata (tecnica attiva e passiva)

Quando esiste un'intercapedine tra i muri interni ed esterni, i movimenti convettivi naturali o forzati permettono l'allontanamento del gas evitando quindi l'ingresso nell'abitazione. Interventi più semplici ma ugualmente efficaci possono essere: la realizzazione di una presa d'aria esterna, la sigillatura di tutti gli interstizi attorno alle condotte tecnologiche , la non perforazione del solaio con apparecchi da illuminazione ad incasso o botole, la sigillatura delle finestre, la sigillatura della porta d'accesso del piano interrato .

 

 

 d) Il pozzo di raccolta Radon

Per eliminare il radon in maniera sistematica ,quando la concentrazione supera notevolmente le soglie ,si può installare un pozzo radon di raccolta da collocarsi nel piano più basso dell'edificio. Il pozzo radon è costituito principalmente da mattoni non cementati, con dei larghi fori che danno la possibilità al gas radon di entrare nel pozzo che deve essere coperto da una lastra di cemento mentre attorno ad esso va posta della ghiaia grossolana. COSÌ IL GAS TENDERÀ NATURALMENTE A CONVOGLIARSI NEL POZZO, AL QUALE SARÀ COLLEGATO UN SISTEMA EVACUANTE, COSTITUITO DA UN TUBO E DA UNA POMPA ASPIRANTE CHE CANALIZZERANNO IL GAS, PORTANDOLO PREFERIBILMENTE SUL TETTO E LONTANO COMUNQUE DA PORTE E FINESTRE.

UN SISTEMA EFFICACE

Un altro sistema di grande efficacia prevede la ventilazione tra il suolo e il piano dell'edificio grazie ad un'intercapedine : la cavità sarà provvista di fori al fine di permettere una ventilazione naturale e in altri casi forzata mediante l'uso di estrattori. Questo è attualmente il sistema più utilizzato in abitazioni di recente costruzione. E' possibile inoltre eliminare il gas che proviene dai materiali da costruzione costituenti gli edifici, utilizzando l'aspirazione direttamente dalle pareti che, preventivamente, sono state isolate all'interno, di modo tale che il radon sia obbligato a passare nelle tubature. Il punto di connessione tra solaio e parete verticale è un punto critico, per quanto riguarda il passaggio del gas. Per intervenire efficacemente è possibile utilizzare degli appositi battiscopa che consentono di aspirare il gas, creando come via preferenziale di deflusso il battiscopa stesso. In questo modo è possibile captare il radon proprio nei punti di fuoriuscita : anche in questo caso, delle tubazioni impermeabili lo convogliano al di fuori del tetto.

 

TAVOLA COMPARATIVA DEI SISTEMI E DELLA LORO EFFICACIA

Strategie di mitigazione: analisi comparata

Tecnica

Riduzione di Radon prevedibile

Commenti

Depressurizzazione delle fondazioni 80%-99% Ottimo per suoli permeabili o con vespaio
Aspirazione sotto guaina 90%-99% Ottimo se la guaina è ben saldata e uniformemente posizionata sull'impronta della casa
Aspirazione muraria 50%-99% Per costruzioni con blocchi forati senza interruzioni di continuità
Aspirazione da pozzo di drenaggio 90%-99% Ottimo se le condizioni di fondazione permettono una buona mobilità dell'aria
Ventilazione naturale della cantina 0%-50% Costi variabili
Sigillatura delle vie d'ingresso 0%-50% Normalmente usato in combinazione con altre tecniche, richiede materiali adatti e cura nell'esecuzione
Pressurizzazione della costruzione 50%-99% Buono per scantinati isolati dall'esterno e dai piani superiori
Ventilazione naturale Variabile Significativa perdita di calore ed aggravio dei costi di riscaldamento
Ventilazione a recupero di calore 25%-50% se per tutta la casa

25%-75% se solo per la cantina

Uso prevalente nelle cantine

 

 

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