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Radon e radiazioni ionizzanti |
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LE VIE DELL'ESPOSIZIONE AL RADON
Poiché
la concentrazione del radon all'aria aperta è bassa e in media
le persone in Europa trascorrono la maggior parte del loro tempo
in casa, il rischi per la salute pubblica dovuto al radon è
essenzialmente correlato all'esposizione a questo gas
all'interno delle abitazioni.
Parecchi
suoli contengono naturalmente quantità variabili di uranio, che
regola la quantità di radon rilasciata. Il radon diffonde
attraverso i pori e le spaccature del suolo, trasportato
dall'aria o dall'acqua (nella quale è solubile).
Dato
un certo contenuto di radon nel suolo, la quantità di gas
rilasciata varia in dipendenza della permeabilità del suolo
(densità, porosità, granulometria), del suo stato
(secco, impregnato d'acqua, gelato o coperto di neve) e dalle
condizioni meteorologiche (temperature del suolo e
dell'aria, pressione barometrica, velocità e direzione del
vento). In più, la concentrazione di radon decresce rapidamente
con l'altitudine.
E'
quindi chiaro che il radon è universalmente presente, ma la
velocità di emissione varia significativamente nel tempo, anche
per uno stesso luogo. A
livello regionale o locale, indipendentemente dalle condizioni
prevalenti in un dato periodo, il fattore che più influenza
il rilascio di radon è la geologia (per
esempio il contenuto di uranio delle rocce). In parole povere è
più facile che contengano radon i terreni granitici e vulcanici,
così come le argille contenenti alluminio. Ci sono eccezioni a
ciò, tuttavia: si possono trovare miniere di uranio in terreni
sedimentari, o radon in suoli calcarei. VALUTAZIONE DEL POTENZIALE DI RISCHIO DI UN'AREA (fonte: www.radon.it)
1.
Rocce ricche di Uranio e Thorio nei suoli dell'area
2.
Elevata permeabilita' dei suoli
3.
Suoli ben drenati o asciutti durante lunghi periodi dell'anno
4.
Presenza di profonde fratture di trazione nei mesi estivi
5.
Collocazione di pendio o versante
6.
Sottili coltri di copertura sulle rocce superficiali
7.
Basamento roccioso fratturato
8.
Basamento roccioso ricco di cavita' e caverne anche carsiche
9.
Elevati livelli di Radon sono noti in abitazioni vicine
La
maggior parte del radon presente in una casa proviene dal suolo
sul quale essa è costruita. Se
il basamento ha un pavimento di fango, il radon può penetrare
facilmente. Se il pavimento è di cemento, il radon penetra
attraverso le spaccature che si formano con il tempo, lungo le
tubature o attraverso le giunture tra i muri.
Per
un dato terreno, e indipendentemente dal tempo, la
concentrazione finale di radon in una casa è quindi dipendente
dal tipo di costruzione.
Dipende
anche, in larga misura, dalla ventilazione, sia passiva (cattivo
isolamento) che attiva (aprire le finestre a intervalli lunghi o
brevi, per esempio).
Il
ruolo ricoperto dalle condizioni meteorologiche (vento,
pressione barometrica, umidità) spiega non solo le variazioni
stagionali della concentrazione di radon in una data casa, ma
anche le differenze osservate tra i livelli diurni e notturni.
MISURE DELLE CONCENTRAZIONI DOMESTICHE DI RADON IN EUROPA
Il
rischio correlato alla presenza di radon ha causato un aumento del
lavoro dei ricercatori, degli esperti e dei responsabili della
salute pubblica. Per valutare l'entità del problema, sono state
effettuate misure di livelli di radon nelle case in quasi tutti i
Paesi europei negli ultimi 10 anni. E' stato rilevato che un
basso livello medio nazionale non esclude l'esistenza di aree
limitate ad alta concentrazione di radon. In molti casi la
Commissione Europea ha appoggiato la realizzazione di queste
campagne.
La Comunita' Europea, infatti, con la Raccomandazione n. 143 del 21 febbraio 1990 ha stabilito criteri per la protezione del pubblico contro l'esposizione indoor al Radon. La direttiva CEE 106/89 si puo' inoltre considerare una norma quadro per la regolamentazione dell'impiego dei materiali edilizi permanentemente incorporati in opere di costruzione
In
ambito Nazionale l'ENEA ha svolto una serie di ricerche in
alcune zone di Roma e dell'Alto Lazio che evidenziano una
presenza di Radon molto variabile tra i 100 e 400 Bq/mc (Becquerel
al metro cubo) con punte di 1000 ed oltre Bq/m3 contro una media
nazionale di circa 75 Bq/mc.
Considerato che una dose di 50 Bq/mc corrisponde ad una dose di radiazioni circa tre volte maggiore a quella che mediamente si riceve nel corso della propria vita per lo svolgimento di indagini mediche, si puo' ben comprendere come tale prodotto di decadimento costituisca un vero pericolo per l'uomo. CONCENTRAZIONE DI RADON IN ITALIA PER REGIONI
L'Agenzia Nazionale per la
Protezione Ambiente (ANPA), l'Istituto superiore della Sanità e
gli Assessorati regionali alla sanità hanno svolto, nei primi
anni '90, un'indagine sull'esposizione della popolazione
italiana alla radioattività che, nelle abitazioni italiane,
è pari al 75 Bq/mc,
valore considerato medio-alto in confronto alla media mondiale
che è di 40 Bq/mc.
Ecco i principali limiti raccomandati da organismi internazionali, normative nazionali ed istituzioni ambientali:
I RISCHI POSTI DAL RADON
Sia
gli studi sull'uomo (studi epidemiologici) che quelli sugli
animali (studi sperimentali) hanno approdato a una conclusione
evidente: il rischio posto dal radon è quello di cancro ai
polmoni.
In più, il radon da solo è la seconda causa di cancro al polmone dopo il tabacco.
I
risultati degli studi in corso potrebbero, tra pochi anni,
fornire una risposta a molti interrogativi. Nondimeno, possiamo
ora concludere, sulla base delle conoscenze attuali, che
l'esposizione al radon nelle case pone un considerevole problema
per la salute pubblica.
I rischi da Radon possono essere
divisi in due grandi gruppi:
•Rischi
per FUMATORI
•Rischi
per NON FUMATORI.
Questa differenza deriva dal fatto
che il particolato aspirato durante il fumo, si lega con
particelle attive ed irradia i polmoni dall'interno
dell'organismo provocando effetti di danno biologico maggiori.
L'EPA (Agenzia Americana
per l'Ambiente) definisce in 4 pCi/L (4 picocurie per
litro) pari a 148 Bq/mc (Becquerel per metro cubo)
il limite oltre il quale e' consigliabile prevedere tecniche di
riduzione del Radon.
In
Europa la Comunità Europea ha determinato tale soglia in:
200
Bq/mc per le nuove costruzioni
400
Bq/mc per le abitazioni
esistenti (Raccomandazione Euratom 143/90).
In ogni caso la determinazione Europea non ha forza di Legge e pertanto tali limiti rimangono solo una indicazione consigliata. Recentemente la pubblicazione del Decreto Legislativo 241/2000 ha introdotto per la prima volta nella legislazione italiana il concetto di radioattivita’ naturale e prevedendo valori di soglia solo per gli ambienti di lavoro. Gli ambienti residenziali, ai sensi di legge, restano quindi per ora, fuori da ogni controllo.
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