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Radon e radiazioni ionizzanti

NOZIONI DA RINFRESCARE

ARGOMENTI

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Gli atomi che compongono la materia sono costituiti da un nucleo centrale, formato da protoni e neutroni, e da elettroni che si muovono intorno al nucleo. Protoni e neutroni sono tenuti insieme da una forza di coesione molto elevata, superiore a quella elettrica, mentre gli elettroni, in egual numero dei protoni, sono tenuti intorno al nucleo dalla loro carica elettrica. I protoni, infatti, sono cariche positive e gli elettroni negative, e le cariche elettriche opposte si attraggono. In condizioni normali, il numero dei protoni (positivi) e degli elettroni (negativi) si equivale, cosicché gli atomi sono stabili e non posseggono una loro carica elettrica complessiva.

Peso atomico: neutroni + protoni (si scrive in alto a sinistra del simbolo dell'atomo, esempio: 4He).

Numero atomico: numero elettroni (si scrive in basso a sinistra, esempio: 2He).

Isotopi: elementi che hanno diverso peso atomico, ma uguale numero atomico. La diversità di massa è data dal diverso numero di neutroni.

Ioni: atomi, o gruppi di atomi, che presentano una carica elettrica positiva o negativa.


INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO ARTIFICIALE

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO NATURALE

 

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1° Meeting Progetto Radon dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - Ginevra 2005 (Eng.)

Raccomandazione 928/2001/Euratom

Decreto Legislativo n. 241/2000

Raccomandazione 90/143/Euratom

 

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Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige

RADIAZIONI IONIZZANTI

Si definiscono ionizzanti le radiazioni che, attraversando la materia, producono fenomeni di ionizzazione: la formazione di ioni, cioè di particelle cariche elettricamente che possono reagire con i componenti delle cellule modificandone delle componenti biochimiche.

Le radiazioni ionizzanti vengono distinte in:

- corpuscolari (raggi alfa, beta, neutroni...)

- elettrogenetiche (raggi alfa, beta, neutroni...)

- elettromagnetiche (raggi x e gamma).

Ovvero:

Le radiazioni ionizzanti sono delle particelle e delle onde elettromagnetiche dotate di potere altamente penetrante nella materia. Ciò permette alle radiazioni di far saltare da un atomo all'altro gli elettroni che incontrano nel loro percorso. In tal modo gli atomi, urtati dalle radiazioni, perdono la loro neutralità (che consiste nell'avere un uguale numero di protoni e di elettroni) e si caricano elettricamente, ionizzandosi.

L'ESPOSIZIONE

La popolazione è esposta alle radiazioni ionizzanti in vario modo:

* dalle radiazioni naturali o di fondo, per la presenza di elementi radioattivi della crosta terreste e del cosmo;

* dalla contaminazione ambientale, dovuta ad elementi radioattivi, provenienti da centrali ed esperimenti nucleari, da fonti industriali che possono contaminare la catena alimentare;

* dall'uso sempre più esteso di radiazioni ionizzanti in diagnosi e terapia.

A proposito delle radiazioni ionizzanti, bisogna notare che non esiste un nostro organo di senso in grado di percepirle. I nostri cinque sensi, attraverso i quali percepiamo il mondo esterno, non solo sono limitati nei loro rispettivi campi d'azione (ad esempio con la vista si vedono solo colori compresi tra il rosso e il violetto, con l'udito si odono suoni al massimo compresi tra 16 e 20000 Hz., ecc.), ma neppure bastano per "sentire" tutta la natura. Poiché non esiste un senso in grado di percepire le radiazioni ionizzanti, queste sono state scoperte con molto ritardo e occorre utilizzare appositi strumenti per accorgersi della loro presenza intorno a noi.

GLI EFFETTI

I tessuti più radiosensibili sono quelli ad elevato ricambio: pelle, midollo osseo (la fabbrica del sangue), le mucose, il feto o quelli particolarmente esposti perché superficiali e scarsamente vascolarizzati (occhio, testicoli....) perché "smaltiscono con difficoltà gli effetti della contaminazione radioattiva”. I tipi di risposta alle radiazioni ionizzanti da parte delle cellule possono essere la morte della cellula o le alterazioni del patrimonio ereditario sugli organi bersaglio quali:

midollo osseo: diminuzione dei globuli rossi (anemia), bianchi (con alterazioni delle difese immunitarie) e delle piastrine (con tendenze alle emorragie; aumento dei tumori del sangue (leucemie...);
pelle: da semplici alterazioni all'aumento dei tumori;
gonadi: sterilità, facilità all'aborto, aumento delle malformazioni, soprattutto del sistema nervoso centrale e dei tumori nei figli (leucemie)
occhio: rischio di cataratta.
E' quindi estremamente pericolosa l'esposizione durante la gravidanza.

IL RADON

IL RADON E' UN GAS RADIOATTIVO INODORE ED INCOLORE CHE E' STATO RINVENUTO IN MOLTE ABITAZIONI IN NUMEROSE REGIONI D'ITALIA. ESSO PROVIENE DAL DECADIMENTO RADIOATTIVO DELL'URANIO PRESENTE NEL SUOLO E NELL'ACQUA ED ATTRAVERSO L'ARIA CHE RESPIRIAMO SI FISSA NEI POLMONI. TIPICAMENTE IL RADON ESALA DAL SUOLO E PENETRA NELLE ABITAZIONI ATTRAVERSO LE MICROFRATTURE PRESENTI NELLA MURATURA E NELLE FONDAZIONI.

OGNI ABITAZIONE PUO' AVERE PROBLEMI DI RADON.

TUTTE LE MAGGIORI ORGANIZZAZIONI DI SALUTE PUBBLICA AUSPICANO UN CONTROLLO DEL LIVELLO DI RADON IN CIASCUNA ABITAZIONE DAL MOMENTO CHE INDAGINI SU LARGA SCALA, SE ANCHE CONSENTONO DI INDIVIDUARE UN TREND, NON FORNISCONO INDICAZIONI DI DETTAGLIO NECESSARIE A PROGRAMMARE INTERVENTI STRUTTURALI DI RIDUZIONE DELLA CONCENTRAZIONE.

COS'E' IL RADON?

Il Radon si forma in seguito alla disintegrazione dell'uranio, e la sua disintegrazione, a sua volta, dà luogo ad altri elementi radioattivi e infine al piombo, non radioattivo. In termini di classificazione chimica, il Radon è uno dei gas nobili, come neon, kripton e xeno. Il Radon non reagisce con altri elementi chimici. Esso è il più pesante dei gas conosciuti (densità 9,72 g/l a 0 C, otto volte più denso dell'aria).

SCHEMA DI PRODUZIONE DEL RADON 222 Famiglia dell’Uranio

ISOTOPO

RADIAZIONE

EMIVITA

Uranio 238 alfa 4.5x109 anni
Torio 234 beta 24.1 giorni
Protoattinio234 beta 1.2 minuti
Uranio 234 alfa 2.5x105 anni
Torio 230 alfa 7.5x104 anni
Radio 226 alfa 1600 anni
Radon 222 alfa 3.8 giorni
Polonio 218 alfa 3 minuti
Piombo 214 beta 27 minuti
Bismuto 214 alfa e beta 20 minuti
Polonio 214 alfa 1.5x10-4 secondi
Piombo 210 beta 25 anni
Bismuto 210 beta 5 giorni
Polonio 210 alfa 136 giorni
Piombo 206   Stabile

Il Radon e' prodotto dal decadimento di tre nuclidi capostipiti che danno luogo a tre diverse famiglie radioattive; essi sono il Thorio 232, l'Uranio 235 e l'Uranio 238. Nella tabella precedente e' riportata la sequenza del decadimento del nuclide piu' abbondante in natura e cioe' l'Uranio 238 responsabile della produzione dell'isotopo Radon 222. Il thorio 232 e l'uranio 235 producono invece rispettivamente il Rn 220 e Rn 219.

 

Nota:I nuclei instabili, prima di decadere a un livello energetico più basso, rimangono nel loro stato di radioattività per un periodo di tempo variabile da una frazione di secondo fino a molti milioni di anni, secondo la loro specie atomica. Il fenomeno non è in alcun modo influenzabile dall'esterno (variazioni di pressione, di temperatura, ecc.).

Il radon diffonde nell’aria dal suolo e, a volte, dall’acqua (nella quale può disciogliersi). In spazi aperti, è diluito dalle correnti d’aria e raggiunge solo basse concentrazioni. Al contrario, in un ambiente chiuso, come può essere quello di un’abitazione, il radon può accumularsi e raggiungere alte concentrazioni.

La via che generalmente percorre per giungere all'interno delle abitazioni e' quella che passa attraverso fessure e piccoli fori delle cantine e nei piani seminterrati. L'interazione tra edificio e sito, l'uso di particolari materiali da costruzione, le tipologie edilizie sono pertanto gli elementi piu' rilevanti ai fini della valutazione dell'influenza del Radon sulla qualita' dell'aria interna delle abitazioni ed edifici in genere.

 

LA MODIFICA DEL NOSTRO STILE DI VITA RAPPRESENTA UN ALTRO IMPORTANTE FATTORE DI ESPOSIZIONE. OGGI INFATTI, RISPETTO AD UN SECOLO FA, VIVIAMO MOLTO DI PIU’ AL CHIUSO IN AMBIENTI SIGILLATI A FINI DI RISPARMIO ENERGETICO.

 

 

Per provvedere ad una migliore valutazione del livello di pericolosità del Radon è utile confrontare l'esposizione dell'uomo alla radioattività dovuta a Radon con quella di diversa origine. In generale si può affermare che il Radon costituisce la maggiore causa di esposizione alle radiazioni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il contributo maggiore alla radioattività media totale sia dato dalla radioattività naturale (Radon Indoor, Radiazione gamma terrestre e raggi cosmici). Questa infatti costituisce il 71% del totale. Il contributo in assoluto maggiore è fornito dal Radon, che rappresenta il 43% della radioattività totale a cui la popolazione mondiale è esposta e il 61% della radiazione naturale.

Il radon e i prodotti del suo decadimento, quindi, sono la principale causa di esposizione alla radioattività naturale.
La quantità di radioattività associata ad ogni tipo di materiale o ambiente è misurata in Becquerels (Bq).

1Bq corrisponde a una disintegrazione al secondo. Una concentrazione di 100 Bq/m3 significa quindi che 100 atomi si disintegrano ogni secondo in 1 m3 di materiale o ambiente in questione.

 

 

 

 


continua

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BIBLIOGRAFIA

MASSIMO MORONI                Il Radon. Ed. Il Sole 24 ORE.

BREVE STORIA DEL RADON 

(Fonte: www.radon.it)

Gli elementi radioattivi naturali sono presenti sulla terra dalla sua origine. Gli elementi a vita più breve sono gradualmente scomparsi. Gli elementi radioattivi a vita lunga che sono presenti nel nostro ambiente includono l’uranio, che dà origine al radon.

La radioattività non fu scoperta che nel 1898, quando Marie Curie portò avanti le ricerche sulla radioattivita’ naturale. Nel 1900, il fisico F. Dorn scoprì che i sali di radio producevano un gas radioattivo, il radon.

In precedenza, nel sedicesimo secolo, Paracelso aveva notato l’alta mortalità dovuta a malattie polmonari tra i lavoratori delle miniere d’argento nella regione di Schneeberg in Sassonia (Germania). L’incidenza di questa malattia, in seguito conosciuta come malattia di Schneeberg, aumentò nei secoli diciassettesimo e diciottesimo, quando l’attività nelle miniere di argento, rame e cobalto si intensificò. Questa malattia fu riconosciuta come cancro ai polmoni nel 1879.

Misure effettuate nel 1901 nelle miniere di Schneeberg rilevarono un’alta concentrazione di radon. Come risultato, fu presto lanciata l’ipotesi di un rapporto causa-effetto tra alti livelli di radon e cancro ai polmoni.

L’attività nelle miniere di uranio fu intensificata dal 1940, ma i livelli di radon non furono misurati regolarmente che dal 1950.

Esperimenti su animali compiuti dal 1951 dimostrarono la potenziale carcinogenità del radon per i polmoni delle specie testate. Rilevamenti epidemiologici tra i minatori di uranio, dalla metà degli anni sessanta, hanno infine confermato questo potenziale sull’uomo.

Nonostante il premio Nobel per la fisica Ernest Rutheford aveva fatto notare sin dal 1907 che ognuno inala del radon ogni giorno, misure di radon non furono effettuate nelle case prima del 1956 (in Svezia). L’alto livello di radon rilevato in alcune case riscosse poco interesse in campo internazionale, perché il problema fu considerato esclusivamente locale. Soltanto 20 anni dopo si iniziarono studi sistematici su larga scala in numerose nazioni, che mostrarono che l’esposizione era generale e si potevano raggiungere livelli molto alti, comparabili a quelli delle miniere.

La Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP) sottolineò la vastità del problema per la salute pubblica e formulò specifiche raccomandazioni nella pubblicazione numero 65 del 1993.

L’ipotesi di un legame tra alte concentrazioni di radon e cancro ai polmoni fu messa in primo piano molto presto nel ventesimo secolo. La dimostrazione scientifica di questo legame è molto recente ma definitiva. Le autorità locali, sostenute dalle autorità responsabili della salute pubblica, devono, anche ai sensi del recente disposto legislativo (dlgs 241/2000) valutare l’entità del problema alla luce dell’architettura locale e delle condizioni geologiche ed aiutare a realizzare misure di prevenzione atte alla riduzione del rischio.

 

1977: il radon è stato classificato, in un rapporto del Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti della Radiazione Atomica (UNSCEAR), come la principale sorgente naturale di radiazioni ionizzanti a cui la popolazione mondiale è esposta. 

1988: l'Agenzia Internazionale di ricerca sul Cancro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato il radon come cancerogeno di gruppo 1, ossia come sostanza per la quale vi è evidenza di cancerogenità anche negli esseri umani, collocandolo al secondo posto, dopo il fumo di tabacco, quale causa di tumori polmonari.

1996: L'Unione Europea, con la direttiva 96/29 Euratom, ha stabilito i criteri per la protezione dei lavoratori dall'esposizione alla radioattività naturale ed al radon in particolare. 

2000: La Direttiva Euratom è stata recepita dal Governo Italiano con il Decreto Legislativo n.241 del 26 maggio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 agosto 2000.

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